La Bakelite nei componenti elettrici e telegrafici

 

 

La Bachelite 

 

 

Fu il chimico Statunitense Leo Baekeland (1863-1944) ad inventare la Bachelite ed a brevettarla nel 1907.

Leo Baekeland ricercatore di origine belga, scoprì questo straordinario materiale partendo da un'altra ricerca.

 

Baekeland mentre cercava un sostituto per la gommalacca, combinò per caso tra loro alcuni prodotti sintetici quali il fenolo e la formaldeide, ottenendo così una materia plastica dal colore molto scuro che chiamò bachelite (bakelite) traendo spunto dal suo cognome.

 

Una curiosità linguistica, il nome bachelite in italiano si può scrivere anche bakelite, questa doppia valenza nella lingua italiana è un eredità che abbiamo ereditato dal ventennio fascista, in quel periodo ogni nome straniero doveva essere italianizzato, ed è così che in italia la materia per definizione si definì bachelite, mentre oggi è anche esatto utilizzare il nominativo che Leo Bakeland aveva in origine dato alla sua invenzione, la bakelite.

 

Questa resina artificiale segnò l’inizio dell’era della plastica sintetica.

La gamma dei colori andava dal nero al marrone scuro ma in seguito si misero a punto altre tonalità di colore e in tutte le sfumature possibili.

La bachelite fu quindi una vera rivoluzione in fatto di nuovi materiali.

Era l’evoluzione in positivo dell’ebanite.

Era non solo un materiale nuovo per l’epoca, ma anche ritenuto quasi indistruttibile se confrontato con l’ebanite, aveva un’ottima resistente al calore ed inoltre era anche un ottimo isolante elettrico.

 

Proprio queste sue spiccate proprietà diedero subito il via al suo impiego massiccio nei settori dell’industria e dell’elettricità e della “comunicazioni”.

 

In bachelite si produssero isolatori, radio, telefoni, ventilatori, elettrodomestici di ogni tipo, ed svariati materiali di suo quotidiano come i pettini, le manopole o i manici di pentole e padelle.

 

Nel nostro caso per i paddles ed i Knob dei nostri tasti telegrafici, come per tutte le produzioni di componenti elettrici e telegrafici, quali relais scaricatori manopole di commutazione ecc, prodotti dal 1908 ~ 1909 in poi saranno tutti eseguiti in bachelite, in sostituzione dell'ebanite meno versatile e quindi obsoleta.

 

La bachelite venne usata su larga scala sino fin al finire degli anni sessanta per poi venire superata da altre materie plastiche più evolute.

 

Con la bachelite si potevano anche imitare altri materiali quali l’avorio, l’ambra, la tartaruga… creando monili molto somiglianti a quelli realizzati appunto con altri prodotti, questo perché a differenza dell’ebanite, la bachelite poteva essere prodotta per stampaggio ed inoltre grazie alla sua grande versatilità poteva assumere i colori più disparati, mantenendo lucidità nel prodotto, caratteristica molto richiesta dall’industria manifatturiera.

 

Oggi la bachelite vive una sorta di rinascita grazie ai numerosi numerosi collezionisti, che per curare gli oggetti provenienti dal passato, sono alla costante ricercati di questo materiale, basti pensare che tutte le apparecchiature radio e comunque ogni elettrodomestico prodotto sino ala fine degli anni sessanta, aveva nei suoi componenti, ad esempio le manopole di sintonia o quant’altro,  in bachelite.

 

Alla bachelite è stato dedicato un intero museo, il “Bakelite Museum” di Taunton Inghilterra.

 

In questo caratteristico museo sono conservati esemplari unici tra le prime radio degli anni trenta, telefoni, grammofoni, orologi, soprammobili e perfino ………….. (gli scongiuri sono ammessi) una bara in bachelite :o.

 

Ai fini del nostro hobby è da tener presente che in passato, ma anche oggi vi sono state delle imitazioni della bachelite.

Il metodo che non reca danni alla vera bachelite è quello di riscaldare una punta di uno spillo e di spingerla ancora bella calda contro l’oggetto che si deve testare, se lo spillo inizia ad entrare nel materiale, vuol dire che non si tratta di bachelite.

Oggi la bachelite è ancora possibile trovarla in negozio specializzati, ormai assai rari, dove viene venduta in fogli o barre tonde, piene o vuote, da poter poi opportunamente tagliare a misura e lavorare.

 

Ad oggi l’unico venditore on-line che può soddisfare le necessità del nostro hobby è il sito di Artifaxbook gestito dall’ormai noto Mr. Tom French W1IMQ, li potrete trovare oltre ai paddles e knob di ricambio, anche altre minuterie molto importanti, sino ad arrivare ai veri e propri tasti da collezione.

 

http://artifaxbooks.com/forsale.htm

 

Come noterete il sito è suddiviso in sezioni specifiche e molto ben strutturato e di facile consultazione.

 

Tom W1IMQ dedica il suo sito anche alle edizioni storiche ed è lui stesso autore di alcuni libri che sono delle pietre miliari nel collezionismo di apparecchiature telegrafiche, come “The Vibroplex collectros guide”, oppure “Mc Elroy wolrd champion radio telegrapher”, insieme ad altri libri di altri autori sempre molto interessanti, come il “Perera’s collector guide” che potrete acquistare direttamente su questo sito specializzato.

Vi invito a vistarlo con attenzione, vi troverete una miniera di informazioni

 

http://artifaxbooks.com

 

 

 

        Opuscolo pubblicitario del 1926
Opuscolo pubblicitario del 1926

 

The Bakelite 

 

The American chemist Mr. Leo Baekeland (1863-1944) invented the bakelite and patent it, in the year 1907.

Leo Baekeland, researcher of Belgian origin, discovered this extraordinary material from another search.

 

Baekeland while looking for a replacement for shellac, combined by chance between them some synthetic products such as phenol and formaldehyde, thus obtaining a plastic very dark in colour, which he called bakelite (bakelite) very similar from his surname.

 

A linguistic curiosity, the name bakelite in Italian you can write even bachelite, this double meaning in the English language is a heritage that we have inherited from twenty years of fascism, at that time, every foreign name was Italianized, and so is that in Italy the matter by definition is called bachelite, whereas today it is also accurate to use the callsign that Leo Bakeland had originally given to his invention, bakelite.

 

This artificial resin marked the beginning of the era of synthetic plastic.

The range of colors from black to dark brown but later took up other color tones and in all possible shades.

Bakelite was then a revolution in terms of new materials.

Was the positive evolution of ebonite.

He was not only a new material for that time, but also deemed almost indestructible when compared with ebonite, had an excellent heat-resistant and also was also a great insulator.

 

His own strong gave way to his now massive employment in the sectors of industry and electricity and communications.

 

Bakelite it produced isolators, radios, telephones, fans, household appliances of all kinds, and a variety of materials from his daily as the Combs, the knobs or handles of pots and pans.

 

In our case for the paddles and the Knob of our Telegraph keys, as with all electrical products, such as telegraph and relay switching knobs traps etc, products from 1908 ~ 1909 onwards will all run in bakelite, replacing the less versatile ebonite and therefore obsolete.

 

Bakelite was used on a large scale up to the end of the sixties to be overtaken by other more advanced plastics.

 

With bakelite could even imitate other materials such as ivory, tortoiseshell, amber ... creating jewelry much resembling those made with other products, this is because unlike hard rubber, bakelite could be produced for moulding and also due to its great versatility could take many different colours, maintaining clarity, very characteristic required by the manufacturing industry.

 

Today the bakelite lives a sort of rebirth thanks to the many, many collectors to treat objects from the past, are constantly sought by this material, suffice it to say that all the radio equipment and every appliance produced until late 1960s wing, had its components, such as the tuning knobs, paddle and many other other things.

 

To the bakelite was dedicated an entire Museum, the Bakelite Museum "in the town of Taunton in England.

 

In this museum there are preserved some things, as first radio in backelite (1930), phones, gramophones, clocks, ornaments and even ... ... ... ... ... (the spells are allowed) a bakelite coffin :0.

 

For the purposes of our hobby is to keep in mind that in the past, but even today there have been some imitations of bakelite.

The method that dosen’t damage bakelite, heat a metal needle and push it against the material to be tested.

If the red-hot needle, after few seconds It start to penetrate inside the material tested, we have a plastic product, on the contrary if the needle cannot penetrate the material, then we have a real part in bakelite.

Bakelite is still today can be found in specialized store, now very rare, which is sold in sheets or rods, full or empty, you can then conveniently cut to fit and work.

 

To date the only online seller that can meet the needs of our hobby is the Artifaxbook site managed by Mr. Tom French W1IMQ.

Here you can find them in addition to the paddles and spare knob, also other very important parts usefull to the collectors of telegraphic equipment and keys.

http://artifaxbooks.com/forsale.htm

 

As you can see the site is divided into specific sections and very well structured and easily accessible.

 

Mr. Tom W1IMQ in his website devoted to historical issues and is himself the author of several books that are milestones in the collecting of Telegraph equipment, like "The Vibroplex collectros guide", or "Mc Elroy wolrd champion radio telegrapher", along with other books by other authors always very interesting, like the "Perera's collector guide" that you can buy directly on this site.

I invite you to carefully makes, you will find a wealth of information on

 http://artifaxbooks.com

 

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