Bunnell

 

 

 

Per la storia sulla casa costruttrice Bunnel, vi rimando al seguente utile link :

http://jhbunnell.com/bunnellcohistory.shtml

 

vi troverete all'interno tutto quello che vi è da sapere sulla storia del fondatore e della relativa produzione.

 

Un altro valido sito dove poter trovare ulteriori informazioni sulla Bunnell, è non solo,  una vera miniera di informazioni  e di dettagli sui bug d'epoca, curato e redatto dal caro Prof. Tom Perrera W1TP:

http://w1tp.com/im8000b.htm

 

 

Maggio 2012.

 

 

 

Bunnell Gold (brevetto 1915)


 

Questo è un Bunnel modello Gold, appena arrivato, è ancora da restaurare, quindi l'ottone è è tutto ombrato e con alcune macchie di ossidazione.

Nel complesso è completo di ogni suo componente.

 

Le cose che mi hanno subito colpito sono, Il peso del bug, di tutto rispetto in confronto con gli altri bug.

La diversa disposizione dei punti di contatto rispetto alle solite produzioni,(Foto 01) infatti la formazione dei dit (punti) e dei dath (linee) sono posti in contrapposizione tra loro.

La base, che contrariamente a quanto avevo sempre pensato dalle foto che si trovano in rete è in ghisa e non in legno, le numerose scanalature della base me lo avevano fatto pensare (Foto 02).

la molla piatta, che nel punto dei dit (punti) presenta a sua volta un foro elissodale, dove vi è una seconda molla piatta con il perno di contatto verso i punti, ancorata a sua volta sulla principale (foto 03).

Il peso che scorre oltre il braccio principale.

Il particolare modo di taratura, completamente diverso dalla norma.

 

Devo dire che il paddle, con la forma caratteristica dei Bunnell a forma rotonda, non risulta molto comoda dopo un pò che si maipola i tasto, questa almeno è la mia prima impressione.

 

Passiamo ora a descriverne lo stato di arrivo :

Ho subito notato alcuni assi lenti, forse a causa del viaggio tra USA ed Italia non saprei dire.

Quindi la prima cosa che ho fatto è stata quella di irrorare le quattro viti principali che legano la parte superiore del bug, con la base in ghisa con un noto liquido autosbloccante, la sciandolo operare per un intera giornata.

Non ho voluto rischiare nell'aprirlo immediatamente, il bug, a parte la base ed il paddle, è tutto in ottone, quindi molto malleabile, con un elevato rischio di poter rovinare le viti.

 

L'indomani ho tolto le viti in questione ed ho osservato per la prima volta il suo interno ed i contatti.

Tutto perfettamente conservato, così ho provveduto a stringere tutte le viti per inziare a provare il tasto in trasmissione.

 


 

Giugno 2012.

(Foto 01)

(Foto 02)

(Foto 03)

Pulizia e restauro.

 

Dopo tanta attesa, è arrivato ieri, è dopo aver effettuato i e poi le regolazioni, vi ho trasmesso un pò per provare come.

Le prime impressioni, sono di manipolare un bug molto diverso dalal norma, sia per le regolazioni, che per le soluzioni progettuali scelte da J.H. Bunnell.

In compenso si opera come con gli altri confratelli.

 

Ho inziato a togliere tutte le parti una ad una per liberare in primis la base, poi ho tolto i contatti interni del bug, dove sono connessi nell'insieme il contatto della nota fissa, a seguire quello dei punti, sino ad arrivare al contatto finale verso il Trx.

A seguire ho tolto il secondo contatto verso Rtx, il registro di corsa del braccio, la leva per la nota fissa, poi sono passato ad alletare i perni di serraggio del pivot centrale, ciè l'asse pivottante del braccio, potendolo cosi sfilare dalla sua sede e rimuoverlo, insieme alla molla elicoidale di spinta e tutti le viti di regolazione, in ultimo in braccio che mantiene in piedi il braccio centrale.

Ora il bunnell gold è interamente a nudo, l'unica cosa che ho provato a fare, ma ho subito desistito è stata quella di provare a rimuovere i due ribattini che mantegono la piastra di ottone, con il marchio della casa, dalla base.

Per questa operazione ho utilizzato un martello plastico, dda carroziere, ho provato a martellare un pò con cura non notando però alcun movimento, quindi ho deciso di lasciare la trga ancorata solidamente alla base, rimandando la sua pulizia con una particolare cura.

Vedremo.

 

Cosa ho utilizzato per pulire l'ottone ?

La cosa più lampante sarebeb quella di prendere uno dei tanti liquidi che si trovano in cmmercio per la pulizia dei metalli, ma non l'ho fatto, dietro consiglio di un caro amico, quei liquidi contengono amoniaca nella loro formula, che a lungo porta a far perdere malleabilità al metallo di fatto indebbolendolo.

Sono un neofita su questa materia, quindi mi sono consultato con un amico oltre che OM, Vito IZ0GNY, appassionato di meccanica e del restauro, spazia dalle vecchie macchine agricole, all'orologeria, con un officina da far invidia a chiunque, oltre questo è anche ingegnere meccanico operante in una società di sperimentazione sulla materia, quindi test su vecchi e nuovi materiali. Oltre che un hobby la sua passione è anche parte del suo pane quotidiano.

Allora chi meglio di lui mi poteva consigliare su come trattare e curare i metalli ?

Ritornando al tema, ho poi utilizzato del petrolio bianco decappante, utilizzato come primo approccio di puliza, al fine di sgrassare gli accumoli del tempo, poi dopo l'evaporazione dello stesso, ho preso uno strofinaccio con sopra un pò di pasta per lucidare i metalli e poi vai di olio di gomito.

Alla fine dopo molto strofinare, ho ripassato nuovamente il petrolio bianco con un altro strofinaccio a più riprese, sino a rimuovere tutta la sporcizia dalla base di ottone.

Dopo che il pretolio è evaporato ho ripassato tutti i pezzi ungendoli con un pò di olio per armi, questo come protezione immediata contro l'ossidamento.

Bene ora è tutto pronto per essere rimontato e riprovato in opera.

Direi che il risultato lo ritengo ottimo, anche se questa è solo la prima puntata......... Sotto troverete alcune foto del bug ripulito ed oliato, in attesa delle ulteriori cure.

Mr. Vito IZ0GNY mi ha parlato di una tecnica non invasiva per

conservare l'ottone evitando la progressiva ossidazione.

Non è finita qui!

 Ne riparleremo tra breve ad operazioni concluse.


 Giugno 2012.